"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

31 gen 2017

12 MESI DI METAL - NOVEMBRE / JANUARY TUNES - LA RESURREZIONE LIQUIDA



La musica dei Novembre fu contemporaneamente una conferma e una speranza. Come in un eterno ritorno, lo spirito del metal italiano si rivelava nuovamente. Mai completamente compiuto e inquadrato, ma così potentemente naturale. Non richiesto, non preannunciato, non gratuito.

Lo spirito del metal italiano era l'acqua che lambiva le vecchie barche logore nella copertina del disco d'esordio, così come la pioggia che batteva la piazza di "Arte 900".

29 gen 2017

PORCUPINE TREE: L'EREDITA' DI "IN ABSENTIA" A QUINDICI ANNI DALLA SUA USCITA




In una ipotetica classifica dei dieci migliori album non metal che dovrebbero ascoltare anche i cultori del metallo, inseriremmo sicuramente "In Absentia" dei Porcupine Tree.

In verità già molti di voi conosceranno questo album, in quanto Steven Wilson e la sua band sono ben noti anche nei nostri ambienti. Pertanto questa non sarà una recensione, ma una riflessione più ampia sul fenomeno Porcupine Tree al fine di capire, a quindici anni dalla pubblicazione, qual è l'eredità di “In Absentia” e quali i suoi influssi sul metal recente.

27 gen 2017

RECENSIONE "INTO THE LEGEND" (RHAPSODY OF FIRE)


Non ho avuto modo di parlarne prima, ma la colpa è mia. Era proprio il senso di colpa che mi bloccava a scrivere ancora sui Rhapsody Of Fire.
Non ditelo a nessuno ma questo disco del 2016 a me è piaciuto!

25 gen 2017

BLACK METAL E DOOM TRA ESSENZA E TRASFIGURAZIONE EMOTIVA



Tutti sanno dell’impressionismo (meno dell’espressionismo, che è meno famoso) in pittura. Lo stesso concetto è applicabile alla musica.
Intanto, una cosa non chiara a tutti. L’impressionismo come corrente consisteva nel fissare la prima immagine, quella più vicina alla prima costruzione sensoriale, e aveva quindi al centro lo studio della luce. La definizione delle immagini in base alla divisione della luce e delle forme in “quanti” è la caratteristica più nota della tecnica impressionistica.  In pratica si riteneva che l’immagine fosse già una elaborazione complessa, e che alcuni elementi si vedessero meglio nella percezione più grezza.
L’espressionismo è invece la deformazione dell’immagine nella sua forma nota attraverso il filtro interiore, che la restituisce deformata anche se riconoscibile.

23 gen 2017

REVISIONISMO STORICO: L'ORA DA RICORDARE NEGLI ULTIMI 10 ANNI DI OPETH



Omogeneità. Miglioramento continuo.

Sono questi i due concetti che mi vengono in mente per parlare degli Opeth 3.0; gli Opeth dal 2006/07 in poi, quelli dei pesantissimi abbandoni di Martin Lopez alla batteria e dello storico chitarrista Peter Lindgren. Quelli della svolta post-Watershed, insomma.

21 gen 2017

BREVE VADEMECUM DI INIZIO ANNO


Si riparte!

Con la scuola, con il lavoro, con gli impegni quotidiani e il 2017 avrà i suoi propositi. Idee e promesse che non rispetteremo o che riusciremo a realizzare. Ma c'è un vademecum che ogni metallaro dovrebbe tenere in tasca secondo il nostro Blog e se ci seguirete, se seguirete i dieci punti in esso contenuti, sarà più facile che le cose vadano bene.

19 gen 2017

2017: SARA' L'ANNO DEI TOOL?



Il 28 aprile prossimo venturo "10,000 Days" compirà undici anni. Non sono uno di quei fan che si addormentano pensando al prossimo album dei Tool e che si svegliano al mattino con il medesimo pensiero: per me i Tool potrebbero sciogliersi anche domani e, chissà, magari già non esistono più, o vivono in uno stato vegetativo quale è stato l'ultimo periodo di esistenza di Fidel Castro, tenuto in vita dalla propaganda di regime.

Nonostante questo, mosso da curiosità intellettuale, il mio pensiero si avvicina sovente a Keenan e soci (fra l’altro essi furono oggetto del postTool: Effetto Celentano”, sul medesimo tema) ed ogni volta mi dico: “Ma quanto cazzo ci mettono a fare ‘sto benedetto quinto album?"

17 gen 2017

CAMMINANDO SULL'ACQUA CON...JESU!


Il 2017 mi ha dato il benvenuto con un bel febbrone. Bloccato a letto da nausea e brividi ho deciso di approfittare della situazione negativa per trarvi quantomeno qualcosa di buono: avendo più tempo a disposizione per me stesso, ho preso per le corna un disco mastodontico (sia concettualmente che per durata), che in passato avevo ascoltato solo di sfuggita, non di certo per mancanza di voglia ma perché, già dal primo ascolto, per le sue caratteristiche intrinseche, avevo capito che fosse un’opera che richiedeva dedizione totale e mente sgombra. Sto parlando dell’omonimo debut dei Jesu (2005), opera prima della band nata dalle ceneri dei Godflesh di Justin Broadrick.

15 gen 2017

CLOUDS, TREES OF ETERNITY, FVNERALS: LA RISCOSSA DEL "NUOVO" DOOM!



 
 

 A volte l'anno nuovo non inizia il primo gennaio, ma qualche giorno dopo. Un anno infatti non si spegne all'improvviso, ma la sua eco si propaga per qualche tempo, velando le fattezze del successivo ancora inconsistente nei suoi primi vagiti.

13 gen 2017

SHORT STORIES: "EXTREME AGGRESSION" (KREATOR)


Quanta neve fuori...il freddo entra dentro gli anfibi e mi metto a dormire sotto un tavolo in attesa del treno in stazione. Mi bruciano le orecchie e i talloni sono insanguinati dal pogo e dal calzino che ha ceduto, senza il minimo preavviso. Ha ceduto sotto i colpi del thrash metal.

Era il 13 gennaio del 2002. Sono passati esattamente 15 anni da quel massacro sonoro al Rock Planet di Pinarella di Cervia.

11 gen 2017

MAI DIRE REUNION - V POSIZIONE - IL POLTERGEIST CHE HA RISCHIATO DI AFFONDARE GLI IRON MAIDEN



Non so perché, ma per me la Reunion degli Iron Maiden, tecnicamente iniziata con il rientro di Dickinson e “Brave new world”, in realtà la faccio coincidere con "Book of Souls".

Quando comprai "Book of Souls" (a scatola chiusa), fui incuriosito da due cose. Il concept e il doppio disco. Dico incuriosito, perché acquistare un disco a scatola chiusa è il risultato di una suggestione riuscita, qualcosa che ti fa credere che il prodotto sia interessante.

09 gen 2017

CLASSIFICA: I MIGLIORI DIECI BRANI DI RONNIE JAMES DIO




Questa classifica nasce di getto ed è da considerare un'appendice al nostro recente scritto dedicato a Ronnie James Dio: nella nostra solitudine Ronnie James Dio ci è stato di grande compagnia durante queste festività natalizie, periodo in cui ci siamo riscaldati il cuore rimettendo sulla piastra gli immortali dischi di Rainbow, Black Sabbath e Dio stesso.

E quindi queste nostre ridondanti parole non sono altro che l'ennesima occasione per tessere le lodi di questo piccolo-grande uomo che ha fatto la Storia del Metal. E ci perdoni chi noterà, fra questi solchi, l'imperdonabile assenza di "Rainbow in the Dark", classico per eccellenza di Dio, al quale però abbiamo preferito altri brani, in certi casi anche meno noti…

07 gen 2017

GEORGE MICHAEL E ROB HALFORD - CONVERGENZE PARALLELE




Noi siamo ovunque”. Di chi stiamo parlando? Questa frase inquietante compare in un film poco noto e poco trasmesso di William Friedkin (quello de "L’esorcista") con un giovane Al Pacino: "Cruising" (1980). Se lo si prende in alcuni spezzoni potrebbe sembrare un film di metallari dei primi anni 80, gente strizzata in vestiti di pelle e borchie, anche se troppo muscolosi e troppo denudati. Trattasi infatti di un thriller su un serial killer del mondo gay sado-maso, che popola le notti newyorkesi tra locali dedicati e parchi pubblici. L’uniforme di questo mondo era appunto la pelle e le borchie, da sempre associate alla sessualità trasgressiva e promiscua, con una componente di aggressività o comunque di appetito sessuale “nudo e crudo”.

05 gen 2017

REVISIONISMO STORICO: "BLIND" (C.O.C.) COME FONTE DEI MALI DEI METALLICA?


“Un indizio è un indizio. Due indizi sono una coincidenza. Ma tre indizi fanno una prova”.

Uno degli aforismi più famosi della celebre scrittrice britannica Agatha Christie. Detto da un’esperta "giallista" come lei, possiamo crederci davvero che tre indizi fanno una prova.

E allora figuriamoci cinque, di indizi. Cinque come le porcherie che ci hanno rifilato i Metallica da “Load” in poi (senza contare il Black Album che, se proprio vogliamo, dei veri colpi di classe li riservava ancora; e che tutto sommato possiamo, anche a posteriori e dopo 25 anni dalla sua uscita, definire “più che sufficiente”).

03 gen 2017

LEZIONI DI SATANISMO A FASCICOLI: L'EREDITA' DI DANZIG



Glenn Danzig si spegne. E lo fa maestosamente. Succede dopo il quarto disco. O meglio, succede in coda al quarto disco, "Danzig 4". Il brano fantasma, piazzato dopo una lunga pausa dopo l'ultimo brano dichiarato, è un ponte ideale con l'album strumentale “Black Aria”. Ne costituisce la premessa e contemporaneamente il raccordo.

01 gen 2017

RONNIE JAMES DIO: LONG LIVE ROCK 'N' ROLL!




Il 2016 non passerà certo alla storia come l'anno più significativo dell'heavy metal, nonostante il suo "aspetto numerico" che poteva far presagire magiche ricorrenze.

Nell'anno appena trascorso le celebrazioni si sono infatti inseguite famelicamente: abbiamo salutato i quarant'anni dall'uscita di album epocali come "Rising" dei Rainbow e "Sad Wings of Destiny" dei Judas Priest, pubblicati nel 1976, anno da molti visto come fondamentale per l'evoluzione del metal nelle sue forme classiche. Si è festeggiato i trent'anni di "Master of Puppets" e "Reign in Blood": era il 1986, l'anno d'oro del thrash. E vent'anni tondi tondi ci hanno separato da "Roots" dei Sepultura, una delle opere più significative di quel metal "moderno" che intendeva emanciparsi con forza dalle sonorità classiche: un movimento ben rappresentato anche da "Aenima" dei Tool, "Through Silver in Blood" dei Neurosis e "Filosofem" di Burzum, che, sempre nel 1996, avrebbero aperto le porte rispettivamente a post-metal, post-hardcore e post-black.

1976, 1986, 1996: tre snodi nevralgici collocati a scadenza rigorosamente decennale lungo il cammino evolutivo del metal. E se il 2006, nel suo piccolo, aveva contribuito alla “causa” con ottimi esemplari in cui le sonorità post, avviate dieci anni prima, avevano raggiunto la piena maturità (“Blood Mountain” dei Mastodon, “Ashes Against the Grain” degli Agalloch, “In the Absence of Truth” degli Isis, “Ruun” degli Enslaved, “Diadem of 12 Stars” dei Wolves in the Throne Room, “Silver” dei Jesu, “Altar” di Sunn O))) & Boris), il 2016 a parere del sottoscritto, che nutre ben poche illusioni in merito al futuro del metal, ha saputo offrire poco o nulla da tramandare ai posteri.