"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

30 set 2015

KATATONIA: LA RIVINCITA DEI NERD




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
5° CLASSIFICATO: “DISCOURAGED ONES”

Oscurati a più riprese dall’ascesa trionfale dei cugini Opeth, i Katatonia vantano in realtà una carriera che non è stata certo inferiore, per qualità e coraggio, a quella della band capitanata da Mikael Akerfeldt.

Schivati per un soffio dalla nostra trattazione sugli album più rappresentativi del “Nuovo Metal”, vogliamo oggi tributare i Katatonia facendo loro inaugurare nientemeno che la top five della classifica dei migliori album non-metal fatti da band metal.

28 set 2015

I 10 MIGLIORI CONCEPT METAL ALBUMS DI TUTTI I TEMPI


Il Concept dei Concept. Non solo quello che singolarmente dimostra di essere un capolavoro, ma anche una vera e propria raison d'être per il nostro Re Diamante! Questa classifica e tutto il mondo dei Concept Metal Albums non avrebbe senso senza questo disco...

27 set 2015

BLUT AUS NORD: LA TRILOGIA DEL "777"




Per anni, per quasi tutta la mia vita, ho letto della grandezza incommensurabile dei Blut Aus Nord. Ovunque. Urgeva dunque un chiarimento fra me e la band francese. E quale miglior modo per chiarirsi se non comprarsi in blocco l’intera trilogia “777”? Per una grande band, l’approccio deve essere egualmente grandioso, no?

26 set 2015

MONOLITE O MONOTONO: IL POTERE CURATIVO DI LOU REED E DEI SUNN O)))



Arrivano momenti così tristi nella vita di ognuno che non vorresti più ascoltare niente, se non il rumore degli abissi. Le tue orecchie sono però abituate ad avere una colonna sonora e cercano comunque qualcosa da udire, ma si rifiutano di analizzare generi canonici e cercano vie di fuga o puntano verso lidi più avanguardisti e perciò mi chiedo, in altre parole, esiste un potere curativo della musica?
(Parte Seconda) 

25 set 2015

SKID ROW: LO ZENITH PRIMA DEL CROLLO...



I 10 MIGLIORI ALBUM GLAM METAL

CAPITOLO 10: “SKID ROW” (24/01/1989)

Perth Amboy è una tipica cittadina di provincia degli States. 50.000 abitanti circa, affacciata sull’Atlantico, segna lo spartiacque tra New Jersey e lo stato (e la città) di New York, che con la sua Staten Island è lì di fronte, a poche centinaia di metri. Vi si possono ritrovare le classiche strade lunghe e diritte, con ai lati le villette monofamiliari dotate di pratino sul davanti e l’immancabile bandiera a stelle e strisce che sventola alla finestra.

24 set 2015

ANTIMATTER: LA "SQUALLIDA POESIA DELLO SQUALLORE" DI DUNCAN PATTERSON




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
6° CLASSIFICATO: “LIGHTS OUT”

Che vi piaccia o meno, non poteva certo mancare, nella nostra rassegna dedicata ai migliorialbum non-metal, Duncan Patterson, ex bassista degli Anathema, nonché colui che prese per mano i fratelli Cavanagh e li condusse educatamente, lungo corridoi pinkfloydiani, fuori dal death/doom di cui erano stati splendidi interpreti assieme a Paradise Lost  e My Dying Bride.

Gli Anathema sono stati fra i più brillanti protagonisti di quel flusso migratorio che ha portato, nella seconda metà degli anni novanta, molte band nate nel calderone del gothic metal verso nuovi ed impensabili lidi. C’è chi si è dato alla dark-wave, chi all’elettronica ambientale. Quanto agli Anathema, essi hanno avuto le idee chiare fin dall’inizio: dare emozioni, a prescindere dalla veste indossata.


23 set 2015

UN IHSAHN DA PELLE D'OCA: MA ALLORA ERA TUTTA COLPA DI SAMOTH?




Partiamo subito dicendo che non abbiamo niente contro il povero Samoth. Dirò di più: a me sta proprio simpatico! La sua chitarra sporca e marcissima ha costituito indubbiamente qualcosa di seminale per la nascente scena black metal norvegese agli inizi degli anni novanta.

E allora che colpe deve avere il povero Samoth?

Nessuna. Il nostro è solo un titolo ad effetto che evidenzia una sequenza di fatti: gli ultimi album degli Emperor non ci hanno entusiasmato; poi, lo scioglimento del gruppo e, a seguire, una sorprendente carriera solista di Ihsahn, il vero protagonista di questo nostro scritto. Che l'allontanamento dal suo ex compare abbia giovato all'ispirazione del cantante/polistrumentista? Sicuramente, ma la sua rinascita artistica poco c'entra con Samoth e con gli ultimi parti discografici degli Emperor, nei quali il buono e il cattivo tempo lo ha fatto sempre e solamente lui, Ihsahn.   

22 set 2015

LE DIECI PIU' ATROCI CANZONI D'AMORE DEL METAL - LA LEGGENDA CONTINUA: CARCASS - "NO LOVE LOST"




Conclusasi la rassegna delle dieci più atroci canzoni d’amore del metal, Metal Mirror decide di affondare il coltello nella piaga, nella convinzione che il tema sia meritevole di essere ulteriormente approfondito.

Laddove l’analisi del Dottore si è sviluppata come un vera e propria sinfonia “in crescendo” che ha inteso trattare il fenomeno dell’Amore (ed in particolare quello della sua perdita) partendo dalla status di passività espresso dagli Helloween, per culminare con la furia sanguinaria degli Impaled Nazarene, noi ci sentiamo di aprire un sentiero laterale che ci conduce niente meno che alla insospettabile saggezza dei Carcass. 

21 set 2015

I DIECI GRUPPI PIU' REPELLENTI DEL METAL: PUNGENT STENCH, DA ASCOLTARE A DEBITA DISTANZA (10° POSIZIONE)


Ad una lezione di Medicina il mitico professore di ortopedia ci pose una domanda memorabile per introdurci al tema della gangrena (altrimenti detta cancrena) degli arti. "Allora ragazzi, oggi volevo parlare di un argomento che....vediamo...ecco, secondo voi...così, se ci avete mai pensato....qual è la cosa che puzza di più in medicina?".

Ci sono gruppi brutal death o grindcore che pagherebbero oro per avere la clip audio di questa frase da mettere come intro ad un loro album.

E passeremo in rassegna questi gruppi: quelli che non si limitano all'estetica della morte, della decomposizione naturale e della malattia, ma che descrivono la "scomposizione" dell'essere umano, lo smembramento e l'insozzamento dell'essere umano con la sua stessa materia organica.

20 set 2015

RECENSIONE: ALTERNATIVE 4 “THE OBSCURANTS”




Se un fan degli Anathema fosse stato ibernato nel 1998, all’indomani dell’uscita di “Alternative 4, e poi fatto risvegliare nel 2014, sedici anni dopo, facendogli ascoltare “The Obscurants” degli Alternative 4, ultimo (in ordine di tempo) progetto solista di Duncan Patterson, costui non scorgerebbe certamente una grande differenza fra i due album. Egli incontrerebbe il medesimo pianoforte claudicante suonato da ditine incerte che sono abituate a maneggiare un basso, troverebbe le stesse voci sussurrate, gli arrangiamenti minimali, le inquiete atmosfere tardo-pinkfloydiane.

Il dato inquietante è però un altro: possibile che l’evoluzione artistica dell’ex bassista degli Anathema non abbia compiuto in sedici anni un mezzo passo in avanti?

19 set 2015

I 10 MIGLIORI CONCEPT METAL ALBUMS DI TUTTI I TEMPI


Al terzo posto della nostra classifica sui Concept Metal Albums c'è il miglior disco progressive metal di tutti i tempi: "Metropolis pt.2: Scenes from a memory" che cambiò il mio occhio sul mondo prog e già nel 1999 a venti anni capii che non sarei stato più lo stesso... 

18 set 2015

L.A. GUNS: L'ALTRA META' DELLO SLEAZE METAL



I 10 MIGLIORI ALBUM GLAM METAL

CAPITOLO 9: “L.A. GUNS” (04/01/1988)

Nel suo splendido post sui Jesu, il nostro Mementomori aveva correttamente scritto che quando con un disco totalmente innovativo viene inventato uno stile musicale, esso diventa “genere” solo quando la sua formula diviene replicabile.
Se partiamo da quest’assunto, allora possiamo valutare davvero “Appetite For Destruction” dei Guns n’ Roses il primo disco Sleaze Metal della Storia. 
Sleaze Metal che, per le caratteristiche intrinseche che abbiamo già evidenziato nel nostro precedente post, può essere legittimamente considerato un sotto-genere del Glam Metal.

17 set 2015

WOLVES IN THE THRONE ROOM: VERSO L'IGNOTO SPAZIO PROFONDO...




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
7° CLASSIFICATO: “CELESTITE”


Dall’elettronica danzereccia di Mortiis a quella meditativa dei blackster Wolves in the Throne Room: continua così la nostra analisi volta a sondare quella strana dimensione-non-metal originata e sviluppatasi in seno al metal stesso. 

L’ambient non è una novità in Casa Metal: già negli album di Burzum si trovavano esperimenti orientati in tal senso. Brani come “Tomhet” (da “Hvis Lyset Tar Oss”, 1994, tanto per fare un esempio) si presentavano come lunghe meditazioni a base di soli sintetizzatori, in cui il buon Conte, con poche-ma-azzeccate note, era in grado di dipingere suggestivi paesaggi invernali (e dell’anima) dominati da una natura incontaminata e pervasi da atavici umori. Senza questi esperimenti (o quelli compiuti nel medesimo periodo dallo stesso Mortiis, in chiave medievaleggiante, o dagli Abruptum, in ottica noise), forse questa dimensione non sarebbe stata coltivata dal metal estremo. Per quanto coraggiosi, sono stati però tentativi goffi, penalizzati dalla scarsa preparazione tecnica di musicisti nuovi alla causa ambientale e peraltro privi di una consona sensibilità nell’approcciarsi alla materia. Della serie: per fare ambient, cari amici metallari, non basta disporre di una tastierino e ripetere le solite tre note per venti minuti.

15 set 2015

LE DIECI PIU' ATROCI CANZONI D'AMORE NEL METAL - PRIMA POSIZIONE - AMORE COME PRESAGIO DI MORTE NELLA POESIA DEI LUTTINEN


I fratelli Luttinen non sono persone rassicuranti, almeno per la scena. Specialmente se li incontrate sulla riva di un lago, il che in Finlandia è molto probabile...
Il terzo album degli Impaled Nazarene, "Suomi Finland Perkele", è quello che segna il passaggio ad un registro punkeggiante rispetto alla struttura thrash, più solida e ordinata, che aveva caratterizzato l'originale black metal dei finlandesi nei precedenti lavori. La vena demenziale si accentua e ne escono alcune chicche come questo brano d'amore, "Blood is Thicker than Water", unica incursione nel sentimento di un gruppo che di lì a poco scriverà esclusivamente di cazzi di gomma e peni a motore... e già, nel corso del disco, delirano di vagine d'acciaio...

13 set 2015

I SENSI DI COLPA DI MIKAEL AKERFELDT NEGLI INCIPIT DEGLI ALBUM DEGLI OPETH (parte seconda)




Nessuno lo può più frenare, nessuno gli può più impedire di far cazzate. La formazione si è ridotta ad una compagine di mesti esecutori del suo volere, assoldati per dire “si”, oppure “grande Akerfeldt, sei il migliore, un’idea così non ce l’ha avuta nemmeno Petrucci..ehm..Robert Fripp!”. L’unica voce rimasta degna di essere ascoltata è quella di Steven Wilson. Ma Wilson ed Akerfeldt insieme è come dire “Scemo + Scemo”: se Akerfeldt è un coglione, Wilson è un coglione al quadrato. Impossibile pretendere che Wilson suggerisca sobrietà e cautela ad Akerfeldt. Sarebbe come avere un problema con l’alcool e chiedere a Lemmy di darti una mano a superarlo (sì, magari bevendoci sopra…).

Dopo la carrellata degli incipit degli album degli Opeth, quando gli svedesi erano una band fatta di bravi ragazzi, onesti e con quella giusta dose di pepe al culo per poter dare ogni volta il meglio di sé (vedi la prima parte), giungiamo finalmente a dove volevamo arrivare, ossia il punto esatto in cui casca l’asino.

12 set 2015

I SENSI DI COLPA DI MIKAEL AKERFELDT NEGLI INCIPIT DEGLI ALBUM DEGLI OPETH (parte prima)




L’incipit di un album (o di un film, o di un romanzo, o di qualsiasi altro “prodotto” artistico) è un momento molto delicato. Per via del suo ego sensibile, o per la sua spocchia, o per le sue insicurezze, l’artista pone un’estrema attenzione a questi primi istanti durante i quali entra in rapporto con il suo pubblico. Come verrà giudicata la sua opera? Quei primi maledetti istanti sono in genere un momento ad alto tasso di tensione, in cui egli si sente valutato: i primi sguardi, i primi commenti son quelli che più di ogni altra cosa gli interessa, perché egli cerca subito il consenso, le conferme, l’approvazione, non ce la fa ad aspettare, vuole immediatamente scorgere sorrisi ed occhi sognanti, o pollici alzati al cielo: il meritato premio per il sudato lavoro.    

11 set 2015

GUNS N' ROSES: BALLANDO NEL LURIDUME CON MR. BROWNSTONE


I 10 MIGLIORI ALBUM GLAM METAL

CAPITOLO 8: “APPETITE FOR DESTRUCTION” (21/07/1987)

In principio fu una T-shirt con un immagine magnetica.

Poi venne la divina visione di una bianca giarrettiera calzata da meravigliose gambe, lunghe più o meno un chilometro.

Infine ci furono le aspre liti e gli accesi dibattiti tra compagni di classe.

Questi sono stati i tre passaggi che mi portarono a conoscere i Guns n’ Roses
Era il 1991 ed arrivavo in prima superiore a digiuno di musica heavy. I miei ascolti, in campo estero, si limitavano a Dire Straits, Pink Floyd e Deep Purple (per carità, tanta qualità, ma di certo mooolto parziale!). Ma soprattutto, da anni, ai Queen. Ero un queeniano sfegatato, innamorato di ogni cosa riguardasse la leggendaria band inglese.

10 set 2015

MORTIIS: DAI “MAGHI NERI” ALLA PIOGGIA FETENTE




I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
8° CLASSIFICATO: “THE SMELL OF RAIN”

Dall’appassionato cantautorato di Steve Von Till, anima dei Neurosis, allo shoegaze sognante dei francesi Alcest, passando dal fluido rock psichedelico messo in campo dagli Opeth: fino a questo momento la nostra rassegna dei dieci migliori albumnon-metal fatti da band/artisti metal ci ha fatto conoscere ballate acustiche, sonorità soft e melodie cangianti. Ma non-metal non significa solo atmosfere crepuscolari e malinconiche, una voce pulita ed una chitarra più o meno acustica. Ce lo spiega Havard Elefsen, in arte Mortiis: con l’ex bassista degli Emperor entriamo in discoteca e scuotiamo un po’ il culo. Sì, proprio Mortiis, quel bislacco personaggio dal naso aquilino e le orecchie a punta che sembra uscire da un incubo di Clive Barker (e già, non proprio la quintessenza del truzzo danzante!). Con Mortiis, invero, assistiamo ad una delle parabole artistiche più assurde che la Musica Tutta abbia mai conosciuto.

Pensateci bene: in quale altro universo, se non nel vulcanico mondo del metal, poteva capitare una cosa del genere? Signore e signori, ecco a voi la storia di Havard Elefsen, in arte Mortiis.

09 set 2015

LE DIECI PIU' ATROCI CANZONI D'AMORE DEL METAL - SECONDA POSIZIONE: VOLA UCCELLINO!


Nord contro Sud. Vediamo in queste ultime due posizioni (primo e secondo posto) come può finire allora l'amore sotto il sole o in mezzo ai ghiacci. Partiamo con la visione sudista, con un esempio italiano.
Poesia d'amore e Italia è un'associazione obbligata. E andiamo allora a ripescare uno dei primi gruppi che suonava metal con il cantato in italiano, ovvero gli Strana Officina di Livorno.

08 set 2015

I "TARDOCAPOLAVORI", ovvero UNA NOTTE INSONNE IN COMPAGNIA DI ABBATH E GENE HOGLAN




Qualche notte fa, svegliato dal tossire di mio figlio, faticavo a riprendere sonno, e, come mi capita in queste situazioni da quando esiste Metal Mirror, rimuginavo su qualche papabile tema da approfondire per un post del blog.

La mente mi è andata quindi alla splendida Retrospettiva sul Black Metal Norvegese del nostro Mementomori, che mi ha dato l’occasione di conoscere album che non possedevo e di tornare su gruppi che non ascoltavo da tempo. Tra questi, gli Immortal. Riascoltandone l’intera discografia anni novanta, non posso che concordare sul fatto che l’album migliore e maggiormente rappresentativo nell’ambito del Black norvegese dell’epoca sia stato lo splendido “Pure Holocaust”. Ma emozionalmente, e quindi affettivamente, sono forse ancor più legato ad “At The Heart Of Winter”. 

07 set 2015

LIVE REPORT: SHOW DEGLI AGALLOCH A LONDRA


Voi dovete eravate? No, perché tutti, ma proprio tutti dovevano essere presenti al concerto degli Agalloch di martedì 11 agosto a Londra... 

06 set 2015

PERCHE' VOGLIO BENE AI ROTTING CHRIST




Non sono forse il più titolato per parlarvi dei Rotting Christ, band che ho iniziato ad apprezzare solamente in anni recenti. E dire che li ho visti pure dal vivo sullo scadere degli anni novanta (1997, mi pare, al Cage di Livorno, insieme a Old Man’s Child e Sacramentum) e ho anche posseduto un loro album, “A Dead Poem” (chissà che fine ha fatto…). Certo, un lavoro minore come “A Dead Poem” non è stato un bell’incentivo per approfondire la discografia dei greci (anche se “Among Two Storms”, con tanto di controcanto di Fernando Ribeiro dei Moonspell nel ritornello, era tanta roba), e così per un bel po’ di tempo sono stato in grado di “sopravvivere” anche senza i Rotting Christ.

Fin quando, due anni fa circa, mi ritrovai ad un banchetto dell’usato e comprai a cinque euro “Aealo”, una release recente di cui avevo letto assai bene. Premere il tasto play e ritrovarmi innanzi ad un thrash plasticone e galoppante, con voce black sfiatata e coretti di donnine greche tipo “Pippero”, non è stata una bella sensazione ed all’istante mi sono come per magia ricordato il motivo per cui, per così tanti anni, sono stato in grado di vivere senza i Rotting Christ. Non mi rendevo ancora conto che sarebbe presto sbocciato un amore.

05 set 2015

ALCEST: DALLA FRANCIA CON AMORE



I MIGLIORI DIECI ALBUM NON-METAL FATTI DA BAND/ARTISTI METAL
9° CLASSIFICATO: “SHELTER”

Gli Alcest sono un ossimoro vivente (e suonante): se il Black Metal è oscurità, tenebre, negatività, gli Alcest sono luce, sole, energie positive. La copertina dell’album “Shelter” è la migliore rappresentazione grafica di questa evidenza sonora: e proprio questo album costituisce la nuova tappa della nostra rassegna volta a mettere in fila i migliori dieci album non-metal fatti da band metal.

04 set 2015

BON JOVI: CAUTELA, MATERIALE SCIVOLOSO




I 10 MIGLIORI ALBUM GLAM METAL

CAPITOLO 7: “SLIPPERY WHEN WET” (18/08/1986)

Credo che per un amante della nostra Beneamata Musica Metal il più odioso accostamento letterale che si possa fare sia quello tra il “metal”, appunto, e il “pop”, inteso sia come genere che come aggettivo. 
Nella mia fase di vita da (pseudo) defender anch’io ci sono passato, anche se per un breve periodo. La giustapposizione dei due termini, o anche il solo paragonarli, mi indignava immediatamente e, qualora mi capitava di parlare di musica con amici e/o conoscenti a digiuno di metal, al solo ascoltare il termine “pop” facevo subito una faccia schifata e altezzosa, come a dire “Bleahh! Sentite quella merda??!! Scusate, ma io sono su altri livelli...”

03 set 2015

LE DIECI PIU' ATROCI CANZONI D'AMORE NEL METAL - TERZA POSIZIONE: L'AMORE COME CRIMINE MENTALE NEI QUEENSRYCHE


"Operation: Mindcrime" dei Queensryche è un disco che ho posseduto tre volte, perché l'ho rivenduto e riacquistato ad altrettanti mercatini dell'usato. Troppo leggerino musicalmente per me, è invece molto forte liricamente. In particolare, la prima canzone che vado sempre a riascoltare è “I Don't Believe in Love”. Il concept di questo disco ha al centro, come punto di svolta e di caduta, proprio l'amore. L'amore è l'operazione di crimine mentale più diffusa e naturale che ci sia. Azzardiamo infatti tronfiamente la lettura di "Operation: Mindcrime" in termini di disillusione amorosa.

01 set 2015

RIPERCORRENDO ED ANALIZZANDO LA "FINTOGRAFIA" DEGLI AGALLOCH




Oggi facciamo un esperimento insolito: prendiamo la “sconclusionata” discografia degli Agalloch e ricomponiamo i tasselli del mosaico per dare un senso logico al tutto. Non è presunzione la nostra, ma la convinzione che gli album della band di Porland siano usciti (apparentemente) un po’ a caso, non rispettando quella che potremmo definire una linea evolutiva coerente.

Beninteso: se gli Agalloch sono un’entità magica è anche per il fatto che, almeno per quanto riguarda i primi quattro full-lenght, ci hanno ripetutamente spiazzato, pubblicando ogni volta l’album che non ci saremmo aspettati. A posteriori (ed è questo il nostro sterile esercizio anti-filologico) è possibile ricomporre il loro percorso lungo un sentiero che potrebbe rispecchiare una possibile maturazione secondo quelle che sono le tappe evolutive standard che generalmente scandiscono la crescita di una band metal.

Se il concetto non vi è chiaro, seguiteci nei nostri ragionamenti…