"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

6 mar 2015

RECENSIONE: CRIMSON GLORY "STRANGE AND BEAUTIFUL"



Ci sono dischi nella storia della musica che hanno addosso la sfortuna di essere presi da capro espiatorio, come quei ragazzi che in classe vengono presi per le orecchie anche quando non stanno facendo confusione, accusati perché generalmente colpevoli ... Questa terza fatica dei Crimson Glory si è guadagnata questo pericoloso status!  Merita di esser messo nel registro dei cattivi?

Se dovessi fare una analisi da fuori , come un commissario esterno invitato all'esame di maturità , direi che le circostanze non depongono a favore di questo disco per tre motivi : 1. Segue due grandi dischi , soprattutto "Transcendence" del 1988 che vince, a mio avviso, la palma del loro top album. Non era facile raccogliere una eredità del genere e soddisfarne le attese dopo un grande successo coronato da un tour in giro per il mondo con Ozzy, i Metallica e tanti altri big; 2. altro problema è il commiato di due compagni di viaggio dei lavori precedenti : Burnell alla batteria e il chitarrista Ben Jackson che formarono i Parish, gruppo che non lascerà alcuna traccia di rilievo negli anni successivi; 3. Questo album è la prima produzione con la prestigiosa etichetta Atlantic Records, insomma aspettative in più che potrebbero minare la riuscita della terza fatica del gruppo .

Basta adesso, non voglio guardare ai tristi presagi ma accendere lo stereo e ascoltare senza preconcetti "Strange and beautiful" .
Inizia la title track con influenze che si connotano tra Extreme, Led Zeppelin , Guns 'N' Roses ma con una sensazione di poca ispirazione che mi paralizza e la palpebra si abbassa.
Andiamo oltre e non soffermiamoci troppo , perché arrivano comunque discrete canzoni come "Starchamber" o "In the mood"... In fondo sono i Crimson glory e, soprattutto la prima, sembra mantenere quel tocco di heavy-prog che aveva affascinato negli album precedenti. Il resto del disco resta purtroppo in superficie con un hard rock talvolta troppo blues e, nonostante la voce di Midnight, permane la sensazione che qualcosa si sia rotto nel feeling e nel coraggio di osare qualcosa in più. La bussola non è ben orientata come in passato e la presenza di una sola chitarra non sembra giovare al gruppo che, quasi per riflesso opposto, cerca talvolta di irrobustire il suono senza trovare risultati interessanti.
Infine chiedo a tutti però una chance per questi ragazzi , in nome di una meritocrazia che purtroppo non fa parte della nostra cultura e lasciando da parte quel gusto sadico di stroncare e bocciare, apriamo una parentesi di pura umanità . Se i primi due album dei Crimson Glory hanno raccolto poca attenzione , anche per la sfortuna di convivere con "Operation Mindcrime" dei Queensryche o "Keeper..." degli Helloween, per la legge del contrappasso cerchiamo di non affossare totalmente questo disco.
Mantiene alcuni buoni spunti e alcuni passaggi sono godibili come le canzoni sopra citate, certo è al di sotto dei predecessori ma cosa avreste pensato voi se dopo aver dato il top di voi stessi aveste comunque raccolto briciole ?

In conclusione mentre prendiamo il solito monello e lo accompagniamo fuori dalla classe, sussurrate al suo orecchio che in fondo lo sapevate che era animato da buone intenzioni e magari invece di bocciarlo stavolta, rimandatelo a settembre ...

VOTO: 6-

La canzone top : "Deep Inside Your Heart"
Il momento top : l'interpretazione romantica di Midnight in "Song For Angels"
La canzone flop : "The Chant"
Anno : 1991
Dati: 11 canzoni , 59 min
Etichetta: Atlantic