"Parlare di Musica è come ballare di architettura" Frank Zappa

22 nov 2017

PERCHE' I DARK TRANQUILLITY PERDONO E GLI IN FLAMES VINCONO...




Il volo Londra-Bangkok, con le sue undici ore circa di durata, non è una sciocchezza e per essere affrontato con serenità c'è bisogno di una qualche forma di intrattenimento (oltre ovviamente al classico buon libro). Generalmente le compagnie aeree offrono film, musica, giochi ecc. Per quanto riguarda la parte prettamente musicale, si parla di pop di alta classifica e di qualche torbido ripescaggio dal passato più polveroso come Tina Turner o Rod Stewart: una bieca raccolta di nefandezze commerciali che vanno incontro ai "gusti medi" e che si ritiene possano soddisfare un po' tutti, belli e brutti.

Potrete dunque comprendere la mia sorpresa quando, diffidente sulla mia poltroncina, mi sono imbattuto, spulciando fra le varie opzioni, in "Atoma" dei Dark Tranquillity e "Battles" degli In Flames. Quale migliore occasione, dunque, per imbastire un "duello ad alta quota" e tracciare un bilancio disincantato dello stato di salute dei due (ex) cugini dello "swedish melodic death metal"?

20 nov 2017

IL "LUNGO CONCERTO" DEGLI ULVER: LIVE AT ISLINGTON ASSEMBLY HALL, LONDON - 15/11/2017 (seconda parte)



Sono davanti all'Islington Assembly Hall, qualche minuto prima delle sette, l'ora in cui si sarebbero dovute aprire le porte del locale. In realtà, per "problemi tecnici di allestimento", l’attesa durerà un'ora buona, consumata “in allegria” al ghiaccio novembrino di Londra.

Eccoci finalmente al termine di questo “lungo concerto degli Ulver”…

18 nov 2017

QUELLI CHE ASPETTANO GLI ULVER: LIVE AT ISLINGTON ASSEMBLY HALL, LONDON - 15/11/2017 (parte prima)


Il concerto degli Ulver non è iniziato alle ore 9:01pm di mercoledì 15 novembre 2017.
No, il concerto dei Lupi è iniziato molto, molto tempo prima…

"Il lungo concerto degli Ulver"
(Da "Diari di un pazzo") 

16 nov 2017

MOUTH OF THE ARCHITECT - LA CHIAVE DI VOLTA DEL DOLORE



Una volta un mio amico si era infatuato di una tipa di cui non ricordava neanche di preciso le sembianze, incontrata una sola volta. La ricontattò e la volle incontrare perché si era innamorato del nome (non ricordo, qualcosa tipo Erika) . Credo che gli sia andata pure bene.

E così può accadere anche al metallaro. Innamorarsi di un nome. Non di una copertina, o di un logo, o di una foto promozionale. Proprio di un nome, senza sapere neanche (e senza interessarsene) chi c'è dietro.

14 nov 2017

THE RUINS OF BEVERAST: QUINTESSENZA DELL'ATMOSPHERIC BLACK METAL



Atmospheric black metal è un'espressione sibillina, a guardar bene tautologica, in quanto il black metal, sia nella sua forma più feroce che in quelle più articolate (sinfoniche, progressive, depressive, sperimentali o come volete voi), è sempre caratterizzato da una buona dose di "atmosfera". Le varie volte che mi sono imbattuto in questa etichetta, non ho dato più di tanto peso al fatto che dietro si celasse un (sotto)genere a sé stante. Cosa potrà mai essere il black metal atmosferico?
Black con tastiere, supponevo, come gli Emperor, i Cradle of Filth, o black lento, come Burzum o Ophthalamia; anzi no, meglio puntare sui prolissi Summoning, o sui folkish Drudkh: costoro saranno sicuramente black atmosferico, pensavo.
Poi mi sono imbattuto in The Ruins of Beverast e il concetto mi si è chiarito all'istante.

12 nov 2017

ARMORED SAINT - QUEL DOLORE INUTILE



Parlare degli Armored Saint è doloroso. Il mio primo ricordo loro è quello di un disco mai avuto, “March of the Saint”. La copertina ritraeva i guerrieri di Re Artù, e mi ricordava sia i soldatini di piombo dipinti a mano, preziosi ma da andare a scegliere uno per uno al negozio, sia il cartone animato “La spada di King Arthur”, tra i miei preferiti ma trasmesso raramente. Ero riuscito a trovare invece “Raising fear” per puro caso negli scaffali assortiti di un negozio di provincia. Ma il primo no, e lo conobbi solo registrato su nastro.

Perché c'era questa fame di Armored Saint? Qui inizia la parte dolorosa da raccontare.

10 nov 2017

I 10 MIGLIORI ALBUM A.O.R. - CONCLUSIONI (Parte II)


Ci eravamo lasciati ieri, al termine della prima parte delle conclusioni, a metà decade ottantiana.

Ripartiamo perciò dal 1985. Altro anno mica da ridere. Tra i tanti, escono tre album AOR da menzionare obbligatoriamente.

09 nov 2017

I 10 MIGLIORI ALBUM A.O.R. - CONCLUSIONI (Parte I)


Il pionerismo dei Boston; il folk-prog dei Kansas; il rock apparentemente “semplice e canonico” dei Foreigner; il concept teatrale degli Styx; l’elegante soft rock dei Toto; l’arena rock dei Journey; l’epic fantasy dei Magnum; il caldo hard n’ heavy dei Whitesnake; il rock glamour dei Winger e la robustezza hard dei Giant.

Finisce tra oggi e domani, con le immancabili conclusioni, il nostro viaggio cominciato il 21 luglio scorso nel mondo dell’A.O.R.